UTOPIA OLIMPICA

Arrivederci Roma! Così cantava Rascel Renato in una vecchissima canzone di tanti anni fa. E già, però l’arrivederci questa volta è pronunciato da Roma alle olimpiadi, infatti, è definitivamente svanito il sogno di rivedere nella città eterna i XXXII giochi olimpici, dopo la passata esperienza del 1960. È questo il responso del colloquio avvenuto nella mattinata del 14 febbraio tra il premier Mario Monti e il sindaco capitolino Gianni Alemanno. Mario Monti ha motivato la scelta di abbandono del progetto Roma 2020 per motivi prettamente economici dettati dalla crisi finanziaria in atto nel nostro paese e in Europa sostenendo che: in Grecia il buco economico generato dalle Olimpiadi è stato, con buone probabilità, il primo passo verso il default che sta mettendo in ginocchio la moneta unica e i Paesi dell’Eurozona, quindi risultava davvero improponibile agli italiani in questo periodo, di “lacrime e sangue”, un così elevato ed incerto sforzo economico. Per il sempre più criticato sindaco di Roma alemanno le parole pronunciate in tono quasi rassegnato sono state:
“Siamo arrivati alla conclusione unanime che il governo non ritiene che sarebbe responsabile nelle attuali condizioni dell’Italia assumere un impegno di garanzia. Abbiamo esaminato il progetto con grande attenzione, sia nelle sue parti generali sia nella molto approfondita analisi economica che lo ha accompagnato. Desideriamo, ha continuato Alemanno, esprimere grande condivisione delle linee di questo progetto e abbiamo veramente ammirato in Consiglio dei Ministri i vari motivi di interesse di questo progetto”; a nulla, quindi, è valso l’appello lanciato giorni prima dagli atleti azzurri per convincere Monti a dare il consenso per il via libera ai lavori di costruzione degli impianti sportivi. Immediate le reazioni da parte di molti esponenti della politica e dello sport. Se per Petrucci, presidente del CONI, va in fumo un sogno, per l’ IDV di Di Pietro non poteva non esserci decisone più saggia, dello stesso avviso anche la Lega Nord che concorda con Monti nella scelta di ritirare la candidatura di Roma; di tutt’altro avviso è il vice-presidente della regione Lazio che dice: “è un’occasione persa. A Londra le Olimpiadi hanno prodotto 50000 posti di lavoro e la riqualificazione del quartiere degradato di Stratford. E meno dispendioso visto che a Roma il 70% degli impianti sportivi erano già pronti. Gli investimenti avrebbero trascinato il Pil in positivo”. Dello stesso parere Fabrizio Cicchitto esponente del PDL che giudica un grave errore la scelta di Monti. Per Pietro Mennea, medaglia d’oro alle olimpiadi di Mosca del 1980 ,che ricorda come in occasione di Torino 2006 da un budget iniziale di 705milioni di euro la spesa complessiva si è aggirata intorno al miliardo e 700milioni a cui vanno aggiunte le opere connesse, si stima una cifra di circa 2miliardi di euro, è stata saggia la scelta fatta dal professore Monti di rinunciare a portare i cinque cerchi all’ombra del Colosseo. A questo punto non ci resta che dire arrivederci Roma….a tempi migliori!

Fabrizio Passalacqua V E

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