Imprigionati nella vita

“Ragazzo mio io non ho paura di morire”1 . Perché si ha paura di morire? Cosa ci spaventa? Il dolore? L’ignoto? L’uomo è ignorante e come tale cerca di dare spiegazioni a qualcosa che non conosce. Forse il pensiero che dopo una vita così complessa ed un’evoluzione così lunga, tutto possa essere cancellato, eliminato e sterminato ci terrorizza. O magari la cosa che ci spaventa maggiormente è dover abbandonare la vita con tutte le sue gioie ma anche dolori, del resto “saziarsi della vita […] è impossibile”1.

Ma se saziarsi della vita è impossibile perché l’uomo uccide? Quale piacere ricava nel veder sterminata la vita di qualcun’ altro? Probabilmente spera di prendere un pezzetto di quella vita, come se potesse pian piano allungare la propria e finalmente saziarsi di questa ambrosia dolcissima.

Come ho detto prima, saziarsi della vita è impossibile ma al contrario è possibile esserne privi.

“Credi al grano, alla terra, al mare, […] all’uomo.”1. Chi è veramente l’uomo? L’uomo è corpo, l’uomo è anima, e cos’è l’anima? Secondo Platone l’anima è un’entità divina che, caduta in tentazione, viene imprigionata ed intrappolata nel corpo e che aspetta pazientemente la morte scontando la sua pena.

Ma se la vita fosse veramente una “pena” da scontare, perché per noi diventa così importante non lasciarla? Perché non siamo contenti di uscire dalla nostra prigione? Sinceramente non so dare una risposta concreta e credo solamente si ritorni al “…io non ho paura di morire…”, che potremmo riscrivere come “io non ho paura di essere liberato”. Che poi in realtà si, si ho paura di morire, ho paura di lasciare il mio corpo, ho paura di ‘essere liberata’ e sono terrorizzata al pensiero di non poter più amare http://dvakotla.com.ua/ i miei cari e non poter più gioire delle piccole cose.

“Credi[…] all’uomo”1, come posso credere all’uomo? L’essere dalla doppia faccia, dal cuore buono e cattivo e dalle molte teste; l’uomo imprevedibile. Come faccio a sapere, ad essere certa di aver augurato il buongiorno al viso dolce, di aver confessato il mio amore al cuore buono e di aver discusso con la testa giusta? Non posso più credere all’uomo, mi ha delusa, e non lo amo, lo disprezzo. La verità è che l’uomo è sincero solo quando soffre, e lì si, voglio sentire l’uomo che si pente di ciò che ha fatto, del male che ha portato e del male che SI è inflitto.

Forse posso disprezzare l’uomo ma non posso negare che ha portato tante bellezze al mondo. Alcuni uomini sono riusciti a liberarsi dalla loro doppia faccia e del loro “cuore cattivo” ed hanno cercato di “riparare il bene”.

Forse non disprezzo l’uomo, forse non lo capisco e del resto anche io sono uomo, anche io sono ignorante ed anche io ho sete, sete non di vita ma di conoscenza e se anche io come Icaro cadrò perché avvicinatomi troppo al sole, o se come Ulisse verrò punita per la troppa curiosità, non mi importerà perché finalmente avrò veramente goduto dell’uomo .

 

 

1 A mio figlio, Nazim Hikmet

http://www.fratellosole.it/concorso-di-poesia/eventi-di-poesia/289-nazim-hikmet-non-vivere-su-questa-terra-come-un-inquilino

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