Russia,vietati i funerali dei soldati caduti in guerra

 

Se una guerra non c’è, non possono esserci funerali per i soldati morti in battaglia. Così la Russia vieta le esequie per le giovani leve scomparse in Ucraina, nel corso di quello che il governo di Putin non riconosce ufficialmente come guerra ma continua a definire “operazione militare speciale”. “Ci hanno detto che non avremo indietro il corpo del nostro ragazzo, Maxim, finché tutto non sarà finito. Dicono che non vogliono scatenare il panico”, ha raccontato una madre, Lyudmila, alla Novaja Gazeta, uno dei pochi giornali indipendenti russi prima che questo fosse costretto a cancellare dal proprio sito gran parte degli articoli.

La storia di Maxim, di soli 22 anni,somiglia a quella di tanti giovani che si sono ritrovati al fronte all’improvviso. Il ragazzo aveva parlato con la sua famiglia il 23 febbraio, il giorno prima di morire nei combattimenti. “Siamo qui per delle esercitazioni, appena mi ridanno un telefono ti chiamo“, aveva riferito alla madre. “Non potevamo nemmeno immaginare che un soldato di leva sarebbe stato inviato lì. Aveva tenuto la mitragliatrice in mano solo due volte”, dice la madre del ragazzo.

 

Nelle scorse settimane si era inoltre parlato di forni crematori mobili che seguirebbero l’esercito russo in Ucraina per evitare di dover provvedere al rinvio dei corpi in Russia. Ai parenti verrà notificato che il loro congiunto è morto nell’adempimento del proprio dovere di servizio, al di fuori della località di dislocazione permanente.

Giulia Aiello

Claudia Sidoti

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